C’era una volta una casa fatta di legno e aghi di pino in cui viveva solo soletto un Orsetto lavatore che, nella vana speranza di trovare acqua e cibo, decise di salire su un treno tutto rosso, che lo condusse in una città lontana.
In questa città trovò cose che mai si sarebbe aspettato, fontane in cui lavarsi la faccia, viuzze dove mangiare indisturbato e cosa ancor più stravagante altri animali con cui condividere peripezie mentali di alto livello.
La vita nella nuova città passava indisturbata. Un bel giorno il povero Orsetto lavatore devette tornare nella sua casa di legno. Al suo ritornò trovo qualcosa di assolutamente inquietante: una papera.
Se ne stava bella spiaggiata sul suo mobile e lo osservava con ampi occhi marroni e il becco tutto bagnato dall’eccitazione. L’Orsetto lavatore guardò la papera e questa in tutta risposta mosse le piume inferiori a mo di saluto. L’Orsetto prese coraggio e si avvicino alla papera e questa disse solo: “Quack”. Quel verso era stato talmente acuto, talmente fastidioso, da far arretrare di gran carriera il nostro povero Orsetto.
L’Orsetto lavatore le ha provate tutte per far fuori la papera. L’ha caricata su una moto e l’ha portata a temperature folli (calde e fredde), l’ha lanciata in un lago ghiacciato, l’ha fatta scarpinare in lungo e in largo, ma niente lei tutta contenta sculettando le piume se ne sta e quando l’Orsetto stringe gli occhi quasi a dirle “e mo che vorresti fare”, lei semplicemente risponde: “Quack”.
I due ormai convivono allegramente, almeno per la Papera, nella casa di legno e la faccenda si è fatta talmente serie che la Signora Peppina, questo il nome della Papera, non ricucendo a farsi comprendere dal suo Orsetto lavatore ha deciso di aprire un account su Fb nella vana speranza di trovare qualcuno che spieghi a quella gran testa di Orso che il giorno in cui si aperta la confezione della Trudi, come per i pulcini, la nostra Signora non ha fatto altro che seguire il suo primo amore.
